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"Ecco il paese, il piccolo mondo di un mondo piccolo, piantato in qualche parte dell'Italia del Nord. Là in quella fetta di terra grassa e piatta che sta tra il fiume Po e l'Appennino...". Le parole di Giovanni Guareschi trovano loro compimento a Brescello, piccolo centro della Bassa Padana, divenuto il set naturale per gli eroi don Camillo e Peppone.

Qui si snoda un itinerario che comprende la visita ai luoghi resi celebri dallo schermo cinematografico e che si conclude nel Museo dove sono raccolte fotografie e cimeli legati ai film. E’ possibile abbinare questo percorso ai luoghi verdiani nel parmense, per la comune origine di Guareschi e Verdi.

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Parma – Monumento a Verdi

 “Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole”

Impossibile concentrare in poche righe la figura di Giuseppe Verdi: il suo genio assoluto, la sua indole caparbia, il suo legame con la terra natia si possono comprendere soltanto visitando i luoghi in cui il “cigno di Busseto” trascorse la maggior parte della propria esistenza. Tra questi spiccano:

  • Roncole Verdi: Casa natale, Chiesa di San Michele
  • Busseto: Teatro Verdi, Casa Barezzi, Collegiata di San Bartolomeo, Museo Nazionale G. Verdi
  • Sant’Agata: Villa Verdi

Il rosso e il nero

Il fazzoletto di Peppone e la tonaca di Don Camillo: ecco due tratti distintivi dei celeberrimi personaggi creati dalla fervida fantasia di Giovannino Guareschi, che ancora oggi divertono  tantissime persone . Scenario naturale delle loro dispute è il “mondo piccolo”, che rivive a:

  • Roncole Verdi: Club dei Ventitré, Cimitero
  • Fontanelle di Roccabianca: Museo del “mondo piccolo”
  • Diolo di Soragna: Centro del Boscaccio

L’indomabile bacchetta

Arturo Toscanini è stato senza dubbio uno dei più grandi direttori d’orchestra di sempre, le cui conduzioni hanno incantato gli spettatori dei maggiori teatri del mondo. Un’altra dote gli va riconosciuta: la grandezza morale, che lo portò a effettuare scelte coraggiose e a opporsi fermamente ai totalitarismi. Un personaggio memorabile, la cui conoscenza si può approfondire a:

  • Parma: Museo casa natale
  • Parma: Conservatorio “Arrigo Boito”

Il trillo del diavolo

Il grande violinista Niccolò Paganini ebbe molti rapporti con Parma: qui giovanissimo sostenne la prima audizione, nel 1835 fu nominato Direttore dell’Orchestra Ducale, e dopo svariate vicissitudini la sua salma  trovò infine sepoltura nel camposanto cittadino. Si possono quindi ritrovare le sue tracce a:

  • Parma: Teatro Regio
  • Parma: Cimitero della Villetta

Alla corte della “buona duchessa”

Figlia dell’imperatore d’Austria Francesco I, consorte di Napoleone Bonaparte ed infine duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla: ecco Maria Luigia, la sovrana tanto amata dai parmigiani. Dall’essenza estratta dalle violette all’opera lirica, dalla fondazione di importanti istituzioni al restauro di preziosi monumenti,  la sua figura emerge in modo preponderante nella storia della città. Le atmosfere della corte luigina sono evocate a:

  • Parma: Museo Glauco Lombardi
  • Parma: Teatro Regio
  • Parma: Chiesa di Santa Maria della Steccata e Museo dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio
  • Parma: Galleria Nazionale
  • Parma: Biblioteca Palatina

Il mistero della Certosa

“La Certosa di Parma”: un libro che ha regalato fama imperitura al suo autore, Stendhal, e che ha creato il mito di un luogo ancora oggi agognato, ricercato da numerose persone che giungono a Parma pensando di trovare un luogo… che in realtà non esiste. A dire il vero una Certosa a Parma c’è, ma non ha nulla a che vedere con ciò che si trova descritto nel romanzo omonimo; si possono invece visitare altri siti legati alla creazione stendhaliana, meno celebrati ma non per questo meno interessanti. Suggestioni d’autore prendono vita grazie a:

  • Parma: Certosa
  • Parma: Giardino e Camera di San Paolo

Il principe dei tipografi

Così è stato definito Giambattista Bodoni, maestro di eleganza ed artefice di vere e proprie architetture tipografiche. Creatore di un carattere che costituì il punto di partenza per la stampa moderna nonché direttore della Tipografia Reale di Parma, realizzò opere molto apprezzate in tutta Europa da eruditi, collezionisti  ed aristocratici.  Sue preziose memorie si possono trovare a:

  • Parma: Biblioteca Palatina
  • Parma: Museo Bodoni
  • Parma: Duomo e chiesa di San Bartolomeo

Epopea contadina

Nel lungometraggio “Novecento”, il regista Bernardo Bertolucci ha saputo ricreare in modo magistrale un vivido affresco della condizione contadina; buona parte del fascino suscitato dal film è dovuto ai luoghi nei quali esso è stato girato, che ancora oggi sono in grado di stregare i visitatori. Per svelare le zone vicine al “grande fiume” ci si può recare a:

  • Roncole Verdi: fattoria “Le Piacentine”
  • Busseto: la Bassa parmense e i paesi in riva al Po

 

Si sa, Parma con le sue 3 straordinarie DOP (Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e Culatello di Zibello) è il cuore della foodvalley.

Si sa anche che dal 2015 è stata nominata Città creativa dell’Unesco per la Gastronomia e che nel programma culturale di settembre, a Parma, non poteva mancare un evento legato al cibo: “Settembre Gastronomico”, appunto.

Un mese di approfondimenti sulle DOP Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma, la pasta, il pomodoro, il latte con i prodotti lattiero/caseari e le alici. Un evento diffuso che coinvolgerà i ristoratori della città, sfidati a proporre e reinventare piatti basati proprio su queste eccellenze.

L’esordio sarà targato Cibus OFF, evento fuorisalone e naturale volano per CIBUS, la fiera internazionale dell’agroalimentare che ritorna ad aprire le sue porte a operatori italiani e esteri.

L’esperienza gastronomica si intreccerà con quella musicale e teatrale.

Cene – spettacolo, balli, la riapertura del Festival Verdi e il progetto Parma Città della Musica offriranno una degna cornice alla manifestazione.

Per chi è curioso del cibo, un’occasione per indagare il legame speciale tra questo territorio, la sua gente e i suoi prodotti grazie ai nostri tour enogastronomici personalizzati.

Il legame tra Renata Tebaldi e Parma iniziò molto presto.
Pur essendo nata a Pesaro il 1° febbraio 1922, il futuro famoso soprano trascorse la sua infanzia a Langhirano e, a 17 anni, iniziò a studiare Canto presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma.
Un percorso che, nonostante le resistenze della madre contraria a un futuro sulle scene per la figlia, la vide già nel 1945 esibirsi sul palco del Teatro Regio di Parma.
Fu l’inizio di una storia d’amore tra la soprano dagli occhi color zaffiro e la voce di velluto e i melomani cittadini che la chiameranno per sempre, semplicemente, la Renata.

Voce d’angelo. Così la definì Arturo Toscanini nel 1946, dopo averla diretta nel Te Deum di Verdi per il concerto di riapertura della Scala di Milano, mettendo il suo sigillo sulla carriera di una delle voci liriche più conosciute nel mondo. Qualche tempo dopo, l’arrivo nei teatri italiani e in particolare alla Scala, della Callas, diede vita a una rivalità a cui Renata decise di sottrarsi, accettando di lavorare negli Stati Uniti. Il pubblico di oltreoceano la seguì da subito numeroso, tanto che venne affettuosamente chiamata “Miss Sold Out”
Anche il suo barboncino, New II, divenne molto popolare. Era solito accompagnare con uggiolati (intonati ovviamente) i vocalizzi con cui la Tebaldi scaldava la voce prima di andare in scena.
Renata conquistò l’America che la ricompensò con una stella incastonata sulla Walk of Fame di Hollywood.

La sua ultima performance al Teatro Regio di Parma fu nel 1962.
Cantò la Bohème, diretta da Arturo Basile, uno dei suoi amori complicati.
Il terzo atto, il modo in cui il soprano interpretò lo strazio dell’abbandono, conquistarono definitivamente il pubblico di Parma. Le vicende personali dell’artista emergevano nel canto, toccando i cuori.

Dopo un anno di riposo la Tebaldi ritornò sul palcoscenico proprio al Met.
Non solo l’antica rivale Maria Callas le inviò un telegramma di incoraggiamento ma, al termine dell’opera, si recò dietro le quinte per complimentarsi.
Un gesto che segnò la definitiva riconciliazione tra le due dive.

Anche il suo addio alle scene fu un trionfo. Avvenne nel 1976 alla Scala, con un indimenticabile concerto di beneficenza a sostegno dei terremotati del Friuli.

Donna di gran classe, durante la sua vita accumulò foto, gioielli, abiti, ricordi di una carriera straordinaria ora ospitati nel Museo Renata Tebaldi, presso la Scuderie di Villa Pallavicino nella Busseto di quel Verdi che tanto amava.

La musica, l’opera, passioni che hanno radici profonde nel nostro territorio. Se volete saperne di più, informatevi sui nostri percorsi PASSEGGIATE MUSICALI IN CITTÀ o ITINERARI VERDIANI

Concepito, a suo stesso dire, tra un’avventura e l’altra del padre garibaldino, il 25 marzo 1867 nasce Arturo Alessandro Toscanini. Memoria prodigiosa e orecchio musicale fuori dal comune gli valgono l’ingresso alla Regia Scuola di Musica (attuale Conservatorio Arrigo Boito) di Parma.

Serio, implacabile nello studio, reagisce alla disciplina ferrea del Conservatorio con memorabili scherzi come ‘la beffa del baffo’ quando insieme con alcuni compagni taglia un baffo all’odiato istitutore che dorme tranquillo nel camerone comune.

Toscanini cresce musicalmente a Parma dove, per ovvie ragioni geografiche, si suona soprattutto Verdi.

Ma nella notte di Natale del 1883 è proprio Parma a ospitare la prima rappresentazione italiana del Lohengrin di Wagner. Per lo studente Toscanini, che assiste allo spettacolo dall’orchestra come violoncellista di fila, è amore a prima vista anzi, a primo orecchio. La novità e l’originalità di questa musica nuova, fanno prendere una decisione irremovibile ad Arturo: non avrebbe più composto.
Gli spettatori del Teatro Regio di Parma si dividono in due fazioni opposte: pro e contro Wagner e anche il percorso musicale di Toscanini verrà profondamente segnato da questi due compositori.

L’Aida di Verdi è la sua prima direzione d’orchestra, un esordio del tutto occasionale. Partito in tournée per il Brasile come violoncellista a soli 19 anni, si trova a dover sostituire il direttore contestato dagli orchestrali che non lo ritenevano all’altezza. Sale sul podio a Rio De Janeiro e dirige a memoria. Un trionfo.

Il ritorno in patria significa ritorno al ruolo di violoncellista e a Verdi, per cui suona in occasione della prima dell’Otello alla Scala. Il rigore nell’esecuzione, che il Maestro pretende sotto gli occhi di Toscanini, diventerà uno dei suoi tratti caratteristici come direttore d’orchestra. Un rigore ottenuto in modo molto energico. Si dice che, quando la sua orchestra americana commetteva errori, Toscanini cominciasse a urlare in inglese per passare all’italiano e poi finire, furibondo, in dialetto parmigiano.

Interrompe la sua collaborazione col Festival wagneriano di Bayreuth, unico non tedesco invitato, per ragioni politiche. Al telegramma di Hitler che nel 1933 lo esorta a restare risponde: ’Con voi mai’
Toscanini amava dire infatti ‘quando si piega la schiena, si piega anche l’anima.

Un inizio nella direzione d’orchestra con Verdi, la chiusura con Wagner.
Il 4 aprile 1954 Toscanini vacilla sul podio mentre dirige l’orchestra newyorchese NBC, si copre gli occhi con una mano, continua ma non riesce a completare il Preludio del Tanneuser.

Dopo 68 anni di una straordinaria carriera, era arrivato il momento di riposarsi.

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Un itinerario che è un'autentica full immersion nei luoghi della vita di Giuseppe Verdi, pensato per chi desidera calarsi nell'atmosfera ottocentesca e nella quotidianità vissuta dal Maestro. Si inizia dalla Casa Natale di Roncole e dalla vicina chiesa di San Michele Arcangelo dove Verdi fu battezzato. Ci si sposta a Busseto per ammirare il Teatro Verdi, inaugurato il 15 agosto 1868 all’interno dell’antica Rocca Pallavicino. Il percorso di visita termina presso la splendida Villa Sant’Agata che conserva intatte le stanze arredate dal Maestro e ne custodisce numerosi e preziosi cimeli.

Altri luoghi significativi, che possono essere compresi in un itinerario di due giorni a Busseto, sono:

  • Il Salone di Casa Barezzi
  • Il Museo Verdi nella Villa Pallavicino
  • Il convento di Santa Maria degli Angeli

Per i melomani e gli appassionati verdiani, desiderosi di approfondire la storia della musica a Parma, suggeriamo inoltre le nostre Passeggiate Musicali

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Una visita adatta a gruppi e famiglie che propone uno sguardo d'insieme sul paesaggio tranquillo e placido della “Bassa”, ovvero l’area vicina al fiume Po, che si distingue per la presenza di splendidi castelli e borghi caratteristici. La nebbia invernale e il caldo estivo sono ingredienti fondamentali per alcune produzioni tipiche locali come il Culatello di Zibello e la Spalla Cruda di Palasone e fanno parte del fascino di questo territorio che ha ispirato musicisti come Giuseppe Verdi e letterati come Giovanni Guareschi. 

Un percorso a stretto contatto con la natura, grazie alla presenza dell'argine maestro che scorre lungo il letto del fiume e che risulta percorribile per lunghi tratti.

Tra i luoghi imperdibili, inseriti nei nostri itinerari, troviamo la Rocca di Fontanellato, la Rocca di Soragna, il Castello di Roccabianca, Il Castello di San Secondo e il Labirinto della Masone.

 

 

Non può mancare un itinerario musicale nella città che ha dato i natali a Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini. Parleremo di arie e concerti, di prime d’opera e loggioni, di bacchette fatate e duchesse generose, e racconteremo le radici che uniscono la città e il melodramma, che sono ben più antiche e radicate di quanto si pensi.

Le Passeggiate Musicali, adatte a tutti, possono toccare differenti luoghi che testimoniano le tappe della storia musicale della città.
Un focus sarà naturalmente dedicato al Teatro Regio e a Giuseppe Verdi, ma possono essere inseriti nell’itinerario altri punti di interesse, come ad esempio

  • Il Teatro Farnese
  • Il Museo dell’Opera
  • La Casa Natale di Arturo Toscanini
  • Il Conservatorio Arrigo Boito
  • La Casa del Suono
  • Il Teatro del Convitto Nazionale Maria Luigia
  • L’Auditorium Paganini

 

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