Blog

Blog (16)

Mercoledì, 17 Febbraio 2021 10:00

Incorreggibili, ingestibili, insostituibili gatti

Scritto da

17 FEBBRAIO GIORNATA INTERNAZIONALE DEL GATTO

Vivono nelle nostre case, giocano con noi, sono morbidamente affettuosi, ma non si lasciano mai andare fino in fondo.
Nessuno di voi si è mai chiesto fissando il proprio micio che, a sua volta, sembra fissare l’infinito: “A cosa starà mai pensando?”
Il gatto ha i suoi percorsi (mentali o meno) e non sente il bisogno di condividerli con il suo umano.

Sarà per questa sua natura indipendente che il nostro amico peloso per tanto tempo non è stato visto di buon occhio.
Tante erano le credenze popolari che identificavano il gatto col demonio (i gatti neri!) e lo collegavano alla magia. Il numero 17, considerato dai superstiziosi portatore di sventure, è associato ai mici per la loro presunta capacità di vivere più vite, assumendo il significato di ‘1 vita per 7 volte’. E proprio febbraio è diventato il mese dei gatti e delle streghe.

Possedere un gatto nel Medioevo significava rischiare di finire sul rogo per stregoneria!

Anche l’arte rinascimentale non scherzava con questi animali.
Nella sua Ultima Cena, il Ghirlandaio posiziona un gatto proprio di fianco a Giuda, accomunandolo al peggior tradimento della storia del Cristianesimo.

Ci dimentichiamo però che il gatto ha, per lungo tempo, lavorato per noi. Predatore di taglia ridotta veniva sfamato e ospitato al caldo a patto che tenesse libere cantine e case dai topi
Sotto al tavolo, intorno al tavolo ma anche sopra. Così lo troviamo raffigurato nei quadri di Felice Boselli che da Felix qual era (feles, felino=felix, felice)  fa della presenza costante di un gatto nelle sue nature morte, la caratteristica che rende riconoscibile i suoi quadri.

Più igiene nelle case e meno presenza di gatti? No, anche nell’era dei frigoriferi i mici rimangono ad abitare con noi.
Sornioni ed elegantissimi ci guardano dal basso in alto, con saggia benevolenza, i gatti in ceramica di Fornasetti.

I quadri di Felice Boselli ti aspettano negli ITINERARI SUI CASTELLI DELLA BASSA mentre la mostra Theatrum Mundi di Fornasetti (gatti compresi) è inclusa nelle nostre VISITE GUIDATE AL COMPLESSO MUSEALE DELLA PILOTTA

Giovedì, 25 Marzo 2021 10:08

Toscanini: talento e rigore

Scritto da

Concepito, a suo stesso dire, tra un’avventura e l’altra del padre garibaldino, il 25 marzo 1867 nasce Arturo Alessandro Toscanini. Memoria prodigiosa e orecchio musicale fuori dal comune gli valgono l’ingresso alla Regia Scuola di Musica (attuale Conservatorio Arrigo Boito) di Parma.

Serio, implacabile nello studio, reagisce alla disciplina ferrea del Conservatorio con memorabili scherzi come ‘la beffa del baffo’ quando insieme con alcuni compagni taglia un baffo all’odiato istitutore che dorme tranquillo nel camerone comune.

Toscanini cresce musicalmente a Parma dove, per ovvie ragioni geografiche, si suona soprattutto Verdi.

Ma nella notte di Natale del 1883 è proprio Parma a ospitare la prima rappresentazione italiana del Lohengrin di Wagner. Per lo studente Toscanini, che assiste allo spettacolo dall’orchestra come violoncellista di fila, è amore a prima vista anzi, a primo orecchio. La novità e l’originalità di questa musica nuova, fanno prendere una decisione irremovibile ad Arturo: non avrebbe più composto.
Gli spettatori del Teatro Regio di Parma si dividono in due fazioni opposte: pro e contro Wagner e anche il percorso musicale di Toscanini verrà profondamente segnato da questi due compositori.

L’Aida di Verdi è la sua prima direzione d’orchestra, un esordio del tutto occasionale. Partito in tournée per il Brasile come violoncellista a soli 19 anni, si trova a dover sostituire il direttore contestato dagli orchestrali che non lo ritenevano all’altezza. Sale sul podio a Rio De Janeiro e dirige a memoria. Un trionfo.

Il ritorno in patria significa ritorno al ruolo di violoncellista e a Verdi, per cui suona in occasione della prima dell’Otello alla Scala. Il rigore nell’esecuzione, che il Maestro pretende sotto gli occhi di Toscanini, diventerà uno dei suoi tratti caratteristici come direttore d’orchestra. Un rigore ottenuto in modo molto energico. Si dice che, quando la sua orchestra americana commetteva errori, Toscanini cominciasse a urlare in inglese per passare all’italiano e poi finire, furibondo, in dialetto parmigiano.

Interrompe la sua collaborazione col Festival wagneriano di Bayreuth, unico non tedesco invitato, per ragioni politiche. Al telegramma di Hitler che nel 1933 lo esorta a restare risponde: ’Con voi mai’
Toscanini amava dire infatti ‘quando si piega la schiena, si piega anche l’anima.

Un inizio nella direzione d’orchestra con Verdi, la chiusura con Wagner.
Il 4 aprile 1954 Toscanini vacilla sul podio mentre dirige l’orchestra newyorchese NBC, si copre gli occhi con una mano, continua ma non riesce a completare il Preludio del Tanneuser.

Dopo 68 anni di una straordinaria carriera, era arrivato il momento di riposarsi.

Pagina 2 di 2
Itinera Emilia

©2009-2021 Itinera Emilia APS | C.F. 92201010342 | Via Catuli, 23 – 43124 Parma

Policy Privacy | Cookie
Web by ABoh