Itinera Emilia

Itinera Emilia

Venerdì, 02 Luglio 2021 12:30

Novellara e le piccole capitali del Po

Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, Reggiolo: tutti centri della “Bassa” reggiana accomunati dalla presenza del Grande Fiume che da sempre scorre su queste terre caratterizzandone la cultura, l'economia, la storia e le tradizioni.

La visita di Novellara, con la Rocca dei Gonzaga, il ricco Museo, la storica Acetaia con l'antica produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia può essere abbinata ad un percorso di navigazione sul Po: una giornata speciale con il ritmo rilassato del Grande Fiume.
Il piccolo ma curato Museo all’interno della Rocca conserva alcuni frammenti di affreschi di Lelio Orsi da Novellara, ritratti della famiglia Gonzaga e le suppellettili dell’antica Spezieria.

Giovedì, 14 Febbraio 2019 19:50

Bologna Golosa

Una passeggiata nel centro di Bologna a caccia dei tesori di una città famosa in tutto il mondo per il buon cibo.  Si parte con l'allegria di colori e di suoni del Mercato delle Erbe per arrivare, a due passi da San Petronio e dalle Due Torri, nel cuore della città, nel Mercato Vecchio. Assaggi di pasta fatta in casa, salumi, formaggi, gelati, gustosi aperitivi, il tutto condito con il racconto storico dei luoghi e dei prodotti incontrati lungo il percorso.

Itinerario leggero e goloso adatto a tutti.

Lunedì, 26 Novembre 2018 14:10

Fotografare Parma - Photo marathon

Una passeggiata guidata dedicata agli scorci e alle prospettive più suggestive di Parma, pensata sia per i cittadini che per i turisti che amano fotografare in tranquillità e allo stesso tempo desiderano approfondire i tanti volti di una città. L’itinerario è sempre personalizzato e può essere svolto in diverse ore della giornata, dando la possibilità di catturare luci e atmosfere sempre diverse.

Mercoledì, 09 Gennaio 2019 12:20

La Settima Arte

Per andare alla scoperta delle location più interessanti, che offrono suggestioni e stimoli agli appassionati della settima arte, il borgo piacentino di Castell’Arquato costituisce un ottimo punto di partenza: la rocca medievale e le sue mura hanno fatto da sfondo alla vicenda del celebre film americano Ladyhawke, con Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick diretti da Richard Donner, il cui set si estendeva anche al Castello di Torrechiara che ha ospitato alcune scene spettacolari e indimenticabili per i nostalgici degli anni Ottanta.

In tempi più recenti, Parma e i suoi dintorni sono stati scelti come set del Film indipendente di Marco Bellocchio Se un giorno tornerai, per il quale il regista ha cercato “una territorialità legata all’emotività dei personaggi, location varie ma pregnanti che raccontassero un’Emilia non convenzionale” (fonte: https://cinema.emiliaromagnacreativa.it/it/news/34083/).

Grande diffusione ha avuto anche il film per la TV di Cinzia Th Torrini La certosa di Parma, che nel 2012 ha trasformato la nostra provincia in un set a cielo aperto. Molte scene sono ambientate all’interno della Rocca Meli Lupi di Soragna (già set de Il ritorno a Rivombrosa), altre nel giardino della Reggia di Colorno, nel Castello di Fontanellato e in quello di Torrechiara: edifici storici che, uniti a un pizzico di  immaginazione, hanno fatto rivivere i personaggi e le atmosfere delle pagine di Stendhal. Un giro tra questi splendidi castelli vi farà ritrovare molti delle pagine delle amate serie TV e qualche suggestione letteraria.

Ma se parliamo di Cinema, non possiamo che citare i veri pilastri della sua storia: da Bernardo Bertolucci a Federico Fellini che è legato a Parma da un curioso aneddoto.

Inutile dire che Bernardo Bertolucci, nativo di Parma, si è mosso spesso e volentieri tra le strade cittadine a lui familiari, ambientandovi, nel 1964,  il monumentale Prima della Rivoluzione e, più tardi, alcune scene de La luna che sembrano ripercorrere gli stessi spazi urbani di Gina e Fabrizio, da piazza Duomo, al Giardino Ducale, al Palazzo della Pilotta.  Sempre attorno al centro storico si svolge, nel 1981 con la corsa in bicicletta de La tragedia di un uomo ridicolo, film non considerato tra i capolavori del regista ma reso memorabile dalla colonna sonora di Ennio Morricone e dall’interpretazione di Ugo Tognazzi.

Nella Provincia invece si svolge  Novecento (1976), un indimenticato affresco dell’Emilia più autentica, poetica e feroce al tempo stesso, in parte ambientato nella tenuta bussetana delle Piacentine.

Di tenore completamente diversa la location scelta dal regista per alcune scene del colossal L’Ultimo Imperatore, per il quale il Salone Moresco del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore fa da sfondo alla malinconica vicenda di Pu Yi.

Federico Fellini, romagnolo per eccellenza, va ricondotta, come dicevamo, una piccola curiosità: si svolse anche a Parma, nella Sala di Lettura del Circolo Maria Luigia, uno dei casting per i personaggi di Amarcord dal quale emerse Carla Mora, la bella “camiciaia dell’Oltretorrente”, selezionata per il ruolo di Gina la cameriera.

Ben più scanzonati, ma ugualmente indimenticabili, sono i personaggi di Don Camillo e Peppone, che nel trapasso dalla penna di Guareschi alla trasposizione cinematografica hanno reso il paesino di Brescello, nella provincia reggiana, un vero e proprio set allargato ricco di curiosità e frammenti cinematografici. I due protagonisti sono ancora lì, che si salutano sarcastici da un lato all’altro della piazza, mentre centinaia di turisti ogni anno si perdono alla ricerca del Crocifisso parlante (collocato nella chiesa di Santa Maria Nascente), del carrarmato, della locomotiva, delle biciclette e di tutti quei cimeli di un “mondo piccolo” a cui siamo tutti molto, molto affezionati.

Giovedì, 02 Maggio 2019 21:18

Galleria dei Grandi di Parma

"Parma - Monumento a Verdi">Parma – Monumento a Verdi

 “Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole”

Impossibile concentrare in poche righe la figura di Giuseppe Verdi: il suo genio assoluto, la sua indole caparbia, il suo legame con la terra natia si possono comprendere soltanto visitando i luoghi in cui il “cigno di Busseto” trascorse la maggior parte della propria esistenza. Tra questi spiccano:

  • Roncole Verdi: Casa natale, Chiesa di San Michele
  • Busseto: Teatro Verdi, Casa Barezzi, Collegiata di San Bartolomeo, Museo Nazionale G. Verdi
  • Sant’Agata: Villa Verdi

Il rosso e il nero

Il fazzoletto di Peppone e la tonaca di Don Camillo: ecco due tratti distintivi dei celeberrimi personaggi creati dalla fervida fantasia di Giovannino Guareschi, che ancora oggi divertono  tantissime persone . Scenario naturale delle loro dispute è il “mondo piccolo”, che rivive a:

  • Roncole Verdi: Club dei Ventitré, Cimitero
  • Fontanelle di Roccabianca: Museo del “mondo piccolo”
  • Diolo di Soragna: Centro del Boscaccio

L’indomabile bacchetta

Arturo Toscanini è stato senza dubbio uno dei più grandi direttori d’orchestra di sempre, le cui conduzioni hanno incantato gli spettatori dei maggiori teatri del mondo. Un’altra dote gli va riconosciuta: la grandezza morale, che lo portò a effettuare scelte coraggiose e a opporsi fermamente ai totalitarismi. Un personaggio memorabile, la cui conoscenza si può approfondire a:

  • Parma: Museo casa natale
  • Parma: Conservatorio “Arrigo Boito”

Il trillo del diavolo

Il grande violinista Niccolò Paganini ebbe molti rapporti con Parma: qui giovanissimo sostenne la prima audizione, nel 1835 fu nominato Direttore dell’Orchestra Ducale, e dopo svariate vicissitudini la sua salma  trovò infine sepoltura nel camposanto cittadino. Si possono quindi ritrovare le sue tracce a:

  • Parma: Teatro Regio
  • Parma: Cimitero della Villetta

Alla corte della “buona duchessa”

Figlia dell’imperatore d’Austria Francesco I, consorte di Napoleone Bonaparte ed infine duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla: ecco Maria Luigia, la sovrana tanto amata dai parmigiani. Dall’essenza estratta dalle violette all’opera lirica, dalla fondazione di importanti istituzioni al restauro di preziosi monumenti,  la sua figura emerge in modo preponderante nella storia della città. Le atmosfere della corte luigina sono evocate a:

  • Parma: Museo Glauco Lombardi
  • Parma: Teatro Regio
  • Parma: Chiesa di Santa Maria della Steccata e Museo dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio
  • Parma: Galleria Nazionale
  • Parma: Biblioteca Palatina

Il mistero della Certosa

“La Certosa di Parma”: un libro che ha regalato fama imperitura al suo autore, Stendhal, e che ha creato il mito di un luogo ancora oggi agognato, ricercato da numerose persone che giungono a Parma pensando di trovare un luogo… che in realtà non esiste. A dire il vero una Certosa a Parma c’è, ma non ha nulla a che vedere con ciò che si trova descritto nel romanzo omonimo; si possono invece visitare altri siti legati alla creazione stendhaliana, meno celebrati ma non per questo meno interessanti. Suggestioni d’autore prendono vita grazie a:

  • Parma: Certosa
  • Parma: Giardino e Camera di San Paolo

Il principe dei tipografi

Così è stato definito Giambattista Bodoni, maestro di eleganza ed artefice di vere e proprie architetture tipografiche. Creatore di un carattere che costituì il punto di partenza per la stampa moderna nonché direttore della Tipografia Reale di Parma, realizzò opere molto apprezzate in tutta Europa da eruditi, collezionisti  ed aristocratici.  Sue preziose memorie si possono trovare a:

  • Parma: Biblioteca Palatina
  • Parma: Museo Bodoni
  • Parma: Duomo e chiesa di San Bartolomeo

Epopea contadina

Nel lungometraggio “Novecento”, il regista Bernardo Bertolucci ha saputo ricreare in modo magistrale un vivido affresco della condizione contadina; buona parte del fascino suscitato dal film è dovuto ai luoghi nei quali esso è stato girato, che ancora oggi sono in grado di stregare i visitatori. Per svelare le zone vicine al “grande fiume” ci si può recare a:

  • Roncole Verdi: fattoria “Le Piacentine”
  • Busseto: la Bassa parmense e i paesi in riva al Po

 

Venerdì, 05 Aprile 2019 11:16

Modena: Terra di motori

Ferrari, Lamborghini, De Tomaso: questi nomi fanno palpitare i cuori di milioni di persone appassionate di velocità, affascinate da vetture che costituiscono da sempre un vero e proprio status symbol… un miraggio, per i più, ma siccome sognare è un diritto perché non concedersi una giornata alla scoperta dei territori dove ha origine la meccanica d’eccellenza? Itinera Emilia vi invita dunque a Modena, capitale dei motori e terra in cui l’ebbrezza della velocità e il fascino delle fuoriserie si fondono in una passione immutata nel tempo.

Un itinerario non può che iniziare nelle vicinanze del centro storico, in Largo Garibaldi, dove si trova il monumento dedicato ad Enzo Ferrari, fondatore della mitica casa del cavallino rampante. Poco lontano, viale Trento e Trieste ha ospitato negli anni trenta la prima officina Ferrari. E sempre in città sono situati anche due importanti musei privati, il Museo dell’auto storica Stanguellini e soprattutto il Museo dell’auto e moto d’epoca Umberto Panini, che presenta una delle più complete collezioni di Maserati, marchio oggi controllato proprio dalla Ferrari.

La località che però evoca maggiormente la leggenda è Maranello, centro di produzione di straordinarie automobili, punto d’arrivo obbligato di questo percorso.
Alle porte del paese si trova la Pista Privata Ferrari, luogo di collaudo di bolidi che poi sfrecceranno sulle strade di tutto il mondo; si incontra poi lo Stabilimento vero e proprio ed infine la Galleria Ferrari, traguardo di questo pellegrinaggio dedicato al mito-macchina. In un crescendo di suggestioni, grazie a modelli, trofei, filmati si rivivono le vittorie più esaltanti, si ricordano i campioni più amati, ci si lascia andare al desiderio di poter esaudire un sogno: mettersi al volante di una “rossa”. Una struttura innovativa completa poi la visita: la Galleria del vento, creata dall’architetto Renzo Piano al fine di poter studiare l’aerodinamica.

E poco lontano da Modena, a Sant’Agata Bolognese in provincia di Bologna, è possibile realizzare un altro sogno: vedere nascere una Lamborghini!! Presso l’azienda si può visitare il museo con i modelli storici ed essere accompagnati al suo interno per vedere l’assemblaggio di una Gallardo o una Murcielago…

Questo itinerario intende perciò suscitare entusiasmo, rendere omaggio ad una passione vibrante e perché no, lasciare una traccia indelebile impressa nella memoria di chi vi partecipa.

Lunedì, 12 Agosto 2019 16:05

Passeggiando per Vienna, cercando Parma

Ebbene sì, anche la guide di Itinera Emilia vanno in vacanza. Diciamo che, spesso, uniamo al diletto il dovere.

Fatto sta che il mio giro in Austria mi ha portata a Vienna, una città imperiale in cui passeggiare col naso allinsù, perché lì tutto è maestoso e racconta di un grande passato. Un luogo che ha molti legami con Parma, la mia città, e che mi ha  emozionata, anche se in modo differente di tappa in tappa.

Il Palazzo di Schönbrunn, ad esempio, che dall’esterno appare come una gigantesca macchina turistica, è circondato da un grande e rilassante parco pubblico che i viennesi utilizzano per fare jogging o picnic. Le sue 1441 stanze sono state teatro di nascite e morti che hanno influenzato direttamente o indirettamente la storia del Ducato di Parma e Piacenza. Qui è stato praticamente imprigionato il Re di Roma ovvero il Duca di Reichstad ovvero Napoleone II ovvero il frutto dell’unione tra Maria Luigia, figlia dell’Imperatore d’Austria Francesco II Asburgo-Lorena, e Napoleone.

L’Aiglon, un nome altisonante per un bimbo che, sconfitto e mandato in esilio il padre, viene tenuto quasi nascosto proprio a Schönbrunn dall’amato nonno. Perchè tanta crudeltà?  L’Imperatore asburgico aveva capito il pericolo che Napoleone II rappresentava alla luce di una Restaurazione mal digerita dai popoli europei e, in particolare, dai francesi che avrebbero potuto volerlo come nuovo Re. Un ragazzo che con la sua sola esistenza rischiava di sovvertire gli equilibri creati a tavolino dalle potenze europee.
Nel visitare gli appartamenti di Schönbrunn, la camera del giovane Duca stringe il cuore. Lì muore a soli 21 anni, per una malattia polmonare dopo aver elemosinato le attenzioni della madre lontana, che il Congresso di Vienna colloca alla guida del Ducato di Parma di Piacenza, e la stima del nonno.
In una teca, di fronte al busto che ritrae il giovane defunto, è conservata l’allodola imbalsamata che il Duca dichiara essere stata “la sua unica amica” durante quella poco spensierata giovinezza.

Il Museo Glauco Lombardi di Parma conserva ricordi di questo giovane e di sua madre, Maria Ludovica per gli austriaci, Marie Louise per i francesi, Maria Luigia per i parmigiani, tanto amata a Parma quanto discussa in Francia.

Ella riposa proprio a Vienna, nella Cripta degli Imperatori sotto la Chiesa dei Cappuccini, da più di 400 anni luogo di sepoltura degli Asburgo. Luogo dall’atmosfera austera, in un susseguirsi di sepolcri imponenti e severi. La tomba della Duchessa è un podefilata, semplicissima, e rivela una sorpresa. Trovo deposti alla sua base un mazzolino di violette e un foglio di quaderno con un disegno a matita. Le violette di Parma, da cui si estrae il famoso profumo che Maria Luigia adorava, e uno schizzo: il profilo della Cattedrale di Parma con a fianco il Battistero e lassù, quasi in cieloun prosciutto! Una curiosa dimostrazione di affetto che mi stupisce considerando che la Duchessa è mancata nel 1847.

Entusiasmante la visita al Kunsthistorische Museum, straordinaria raccolta d’arte che incanta per la sua ricchezza e complessità. Anche lì, vado alla ricerca di un angolo di Parma, e lo trovo tra i grandi capolavori del XVI secolo.

Il primo dipinto che mi trovo davanti è lAutoritratto nello specchio convesso del giovanissimo Parmigianino, ovvero Francesco Mazzola. La sensazione è la solita. Pur avendo osservato e studiato unopera sui libri, la visione diretta è sempre sorprendente. Quanta tecnica, quanti simboli nascosti in un quadro apparentemente semplice.

Parmigianino è nato a Parma, dove ha lasciato entusiasmanti prove del suo talento. Leleganza delle sue Vergine Savie e Vergini Stolte, affrescate sullarcone della Chiesa della Steccata, giustifica da sola una sosta nella nostra città. Che sviluppi visionari avrebbe mostrato la sua arte se non fosse mancato a soli 37 anni?

Quasi messe a corona di questo piccolo gioiello, riconosco alcune opere di Antonio Allegri, detto il Correggio. Un pittore che si esprime ai massimi livelli proprio a Parma e che la città adotta. A lui è riservato lonore di affrescare la cupola della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Straordinaria è la spirale di luce che costruisce per rappresentare lAssunzione, un vortice di corpi e di colori imperdibile per chi visita Parma. Nei dipinti correggeschi a tema mitologico del Kunsthistorische Museum, ho ritrovato la stessa umanità morbida, resa con colori pastellati, una dinamicità mai scomposta unita a una grande carica di sensualità.

Mi riferisco in particolare al dipinto che ritrae Giove, capo degli dei, e Io. Giove ha preso laspetto di una nuvola. Il pittore lo ritrae nel momento in cui possiede Io, una figura di donna carica di unintensa femminilità. Correggio rende qualcosa di impossibile, plausibile, e io ho ancora negli occhi quella nuvola morbida che avvolge il corpo di Io, perlaceo e teso ad accogliere un gesto damore.

È stata una bella vacanza, ma lestate non è ancora finita

“Hospitale. Il futuro della memoria” è tante realtà in una: è un motto-guida, un progetto, un luogo, una porta d’accesso alla storia e all’anima di un vasto quartiere (Co’ di Ponte, “Parma vecia”, o come si usa chiamarlo oggi, Oltretorrente) che è parte integrante dell’identità cittadina sebbene ancora poco conosciuto ed esplorato.

“Hospitale” è la più grande installazione di Parma 2020+21, aperta al pubblico fino all’8 dicembre 2020 e realizzata in un settore della Crociera dell’Ospedale Vecchio, in via D’Azeglio.

Dal 2016, l’intero Complesso Monumentale è interessato da un ambizioso intervento di restauro e di rigenerazione urbana, che richiederà non meno di altri tre o quattro anni di lavori per giungere a compimento.

Per oltre sette secoli, l’Ospedale Vecchio (le cui origini risalgono al 1201) è stato il Luogo dell’accoglienza dei più deboli, in particolare degli ammalati e degli orfani.

Per Parma, prossima alla Via Francigena, abituata a dare ospitalità e soccorso ai pellegrini di ogni condizione sociale, l’Ospedale è l’icona di uno straordinario impegno di accoglienza e di cura, che si è espresso per secoli in una fittissima rete di xenodochi (gli ostelli per pellegrini, spesso bisognosi di cure mediche) e di luoghi di assistenza sparsi in tutta la città, riuniti poi, fino al 1926, nel grande e complesso edificio affacciato su via D’Azeglio.

Salito lo scalone dell’Ospedale, che introduce nell’altissima Crociera (circa 12 metri), inizia l’esperienza Hospitale.

Il visitatore è avvolto nella penombra, dove inizia un racconto al principio solo visivo e musicale e che procedendo si fa più denso e coinvolgente.

Nella tappa successiva, lungo il braccio settentrionale della Crociera, lo spettatore si trova circondato e in qualche modo “immerso”(filo conduttore è proprio l’acqua scrosciante, fonte di vita ma anche di distruzione) tra otto videoproiezioni sincronizzate.

Un’istallazione che è un racconto denso, umanamente ricco, interpretato dagli attori Marco Baliani e Giovanna Bozzolo, basato su temi e momenti essenziali della storia dell’Ospedale Vecchio, dalla sua fondazione fino al secolo scorso, e del quartiere Oltretorrente che lo ospita.

Scorrono immagini e memorie di un’istituzione pionieristica e capace di eccellenza, ma anche storie di umile vita quotidiana, di catastrofi naturali, di carità, di ribellione ai soprusi e alla miseria, dei quali la città può andare fiera, oggi più che mai.

Se siete interessati a fare quest’esperienza legata alla visita “Parma si prende cura” potete contattarci. Le nostre guide sapranno condurvi nel cuore pulsante della Parma che accoglie.

Il Complesso Museale della Pilotta di Parma è un luogo straordinario.

Al suo interno la Biblioteca Palatina, il Museo Bodoniano, il Museo Archeologico, il Teatro Farnese e la Galleria Nazionale ospitano opere di rara bellezza.

Luogo imperdibile per se stesso, dunque, il Complesso dal 3 giugno è diventato un contenitore di lusso per l’estro di Piero Fornasetti (1913-1988), scultore, designer, ideatore di scenografie e costumi, arredatore d’interni e molto altro.

Le opere dell’atelier Fornasetti, oggetti del quotidiano rielaborati dalla fantasia dell’artista, sono esposte lungo un percorso tracciato all’interno del Complesso museale e ne appaiono parte integrante.

Il serpente del PECCATO ORIGINALE, un tema ricorrente nella produzione di Fornasetti, ci accoglie all’ingresso suggerendoci la via lungo lo Scalone Imperiale fino alla Galleria Petitot della Biblioteca Palatina.

Le scaffalature lignee colme di libri antichi della Biblioteca, fungono da cornice alle 21 vetrine schierate ordinatamente lungo questo antico corridoio. Al loro interno ammiriamo una teoria di oggetti che ci introducono all’opera di Fornasetti e ben rappresentano la vastità degli interessi dell’artista.

Tra richiami all’arte classica, alla musica operistica, al mondo vegetale e animale, al segno grafico, spicca la bellezza tonda e perfetta del viso di Lina Cavalieri (1875-1944), diva della Bella Epoque. Un viso che Fornasetti incontra sfogliando una rivista e che riprodurrà in infinite variazioni dai toni tragici o umoristici, scomposto e riproposto in contesti improbabili: una chiave di lettura del mood fornasettiano.

Anche il portale del Teatro Farnese è mutato in occasione di questo allestimento. Appare come una Porta del Paradiso laica decorata con mongolfiere, pierrot, lune, giraffe, edifici classici, frutta, vegetazione, scimmie e improbabili Adami ed Eve.

Un mondo magico ci avvolge oltrepassando la soglia.

Il clou della mostra è qui.

Questo è il Theatrum Mundi, il luogo in cui il dialogo antico-moderno attrae e stimola il visitatore lasciandolo libero di interpretare l’accostamento tra il rigore classico del Teatro Farnese e 600 piatti, infinite rielaborazioni del volto di Lina Cavalieri, tutti ordinatamente disposti sulle 14 gradinate dell’anfiteatro in abete rosso.

Al centro del boccascena è sospeso un telo di garza sottile su cui vengono proiettati tutti i soggetti e gli oggetti tipici della produzione Fornasetti. Ne risulta un video dall’impronta surrealista che ha come vero sfondo il faraonico backstage del Farnese, concepito nel Seicento per ospitare straordinarie macchine da scena. Uno spazio che traspare da dietro il velo e accentua l’avvolgente dimensione onirica dell’allestimento.

Il percorso che conduce alla Galleria Nazionale è popolato di gatti e cani sonnacchiosi, di mille colori, che guardano con benevolenza noi e le opere a cui sono accostati.

E di nuovo oggetti: paraventi, portaombrelli, tappeti, sedie e fantastici trumeaux-bar, frutto della collaborazione di Fornasetti con Giò Ponti.

Una vicinanza tra moderno e classico mai stridente. Un connubio inusualesorprendentemente poetico.

Da non perdere.

La mostra Theatrum Mundi rientra negli eventi legati a Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21 ed è visitabile fino al 14 febbraio 2021. Può essere facilmente inserita in uno degli Itinerari che proponiamo per la città di Parma.

Giovedì, 15 Ottobre 2020 11:19

Il Cristo Ri-Velato si svela a Parma

Parma 2020+21 si arricchisce di una prospettiva speciale.

Una nuova opera, il Cristo Ri-Velato, incrementa l’offerta culturale della nostra città.

Nato nel 2010 dalla sensibilità dello scultore non-vedente Felice Tagliaferri e in dialogo con il Cristo Velato della Cappella Sansevero di Napoli, il Cristo Ri-Velato, grazie alla generosità del suo autore, offre agli appassionati d’arte una modalità di fruizione assolutamente inusuale: un’esperienza tattile.

Esposto nel transetto di quello straordinario scrigno che è la chiesa di San Giovanni Evangelista in Parma, è a disposizione, con visite guidate dedicate, di tutti gli amanti dell’arte con deficit di vista o normodotati.

Se per i non-vedenti e gli ipo-vedenti l’utilizzo del tatto è fondamentale nell’approccio col mondo, il Cristo Ri-velato, cioè doppiamente svelato, rappresenta per i normodotati un’opportunità di ampliamento dell’esperienza estetica che conduce a un rapporto più intimo con l’opera stessa.

Un’esperienza che le nostre guide hanno vissuto in prima persona.

Cosa stiamo facendo? Stiamo imparando a vedere con le mani.

Ci stiamo allenando a costruire un’immagine mentale che rappresenti l’oggetto che stiamo toccando.

Stiamo studiando per supportare nel miglior modo possibile chi lo chiederà.

Come? Introducendo l’opera, descrivendo il necessario, accompagnando fisicamente il tocco in una sequenza corretta e rispondendo a eventuali domande.

E facendoci sgridare dai nostri istruttori, perché parliamo troppo!

Felice Tagliaferri ci ha insegnato l’importanza dell’essenzialità della parola. Perché l’esperienza della Bellezza è personale, intima.

Una nuova avventura per Itinera Emilia che, grazie alla fiducia accordataci dall’organizzatrice dell’evento Dott.ssa Paola Maccioni e dal Lions Club Farnese e dal Lions Club Bardi Valceno, curerà visite tattili per non vedenti, ipovedenti e per chiunque vorrà fare un’esperienza più completa dell’Arte.

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