Itinera Emilia

Itinera Emilia

7 gennaio 1797 nasce il Tricolore, la bandiera nazionale italiana.

Dove? Proprio qui, nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia.

Una città stanca del governo estense per cui la Francia e il giovane Napoleone rappresentano ideali condivisibili: libertà, uguaglianza, fraternità.

Cacciati gli Este, in un grande spazio all’interno del Palazzo Comunale di Reggio Emilia, i rappresentanti locali insieme a quelli di Modena, Bologna e Ferrara presentano la bandiera della Repubblica Cispadana.

Un omaggio al vessillo francese dove il blu lascia il posto al verde.

Entrando in quel luogo, oggi Sala del Tricolore, si respira ancora quell’aria.

Forza, orgoglio, voglia di libertà.

Una terra di vento, di rive sabbiose e di cammini.

Bisogna seguire il fiume per conoscere questa valle.

Sul Trebbia si affacciano il Castello di Rivalta, il Parco Archeologico di Travo, il Ponte Gobbo di Bobbio e l’Abbazia di San Colombano.

Uno snodo fondamentale per i pellegrini medievali che percorrevano la Via degli Abati, variante appenninica della Francigena.

Un fiume che racconta storie antiche e che, con le sue acque ancora limpide e balneabili, offre un contatto pieno con la natura.

Martedì, 03 Agosto 2021 12:27

La Galleria Estense, souvenir di un ducato

Se volete fare un viaggio nel tempo, visitate questi corridoi.

Un percorso dalle vestigia romane ai fasti del ducato estense: questa è la Galleria Estense di Modena.

E’ proprio Francesco I, raffigurato da Gian Lorenzo Bernini, ad accoglierci.

Il Duca guarda lontano mentre il vento solleva il suo mantello, che è di marmo, come l’intero busto. Il talento del Bernini lo rende di tessuto morbido, ci dimentichiamo che è scolpito!

La Galleria ospita anche dipinti e oggetti preziosi. Gli strumenti musicali stupiscono.

L’arte dell'intaglio applicato alla liuteria sortisce effetti meravigliosi, esagerati.

Sbalorditiva la famosa arpa estense del 1581 suonata, in onore di Margherita Gonzaga, da un ensemble femminile.

Reggio Emilia ovvero tre teatri in un fazzoletto di terra. Costruiti nell’area dell'antica cittadella, consentono la messa in scena di pressoché tutte le tipologie di produzioni teatrali.

Il più conosciuto è il Teatro Valli. Un tradizionale teatro d’opera italiano dove nel 1961 debuttò Luciano Pavarotti. Lo stile neoclassico degli esterni e le decorazioni degli interni, lo rendono il cugino giovane del Teatro Regio di Parma

Alla sua destra il Teatro Ariosto, dedicato alla prosa, che condivide con il terzo teatro, detto La Cavallerizza, un passato … equino. Il primo poteva ospitare spettacoli equestri mentre il secondo era utilizzato per l’addestramento dei cavalli. Ora è un teatro dotato di spazi adattabili, sede ideale per progetti speciali.

Sede dei Musei Civici di Piacenza è Palazzo Farnese, teatro dell’efferato omicidio del Duca Pier Luigi, oggi convertito in imponente contenitore di opere e oggetti famosi: il fegato etrusco, il dolcissimo tondo Botticelli, gli appartamenti affrescati dei duchi e molto altro.

Da non perdere i giganteschi sotterranei che raccontano la vita segreta della corte.

Lì troverete il Museo delle Carrozze, secondo solo a quello del Quirinale, che ci trasporta (è proprio il caso di dirlo) nella storia del costume europeo dal Settecento fino al XX secolo.

Un riconoscimento importante ha rallegrato l’estate 2021 di tutta l’Emilia Romagna.

L’UNESCO ha confermato l’eccezionalità dei portici di Bologna, strutture architettoniche che attraversano la città per 62 km di cui 40 solo nel centro storico, dichiarandoli Patrimonio dell'Umanità.

Nati in epoca medievale come abusi edilizi al fine di acquisire spazi abitativi, sono ora luoghi di incontro, vie pedonali alternative, protezione dal brutto tempo.

Si dice, infatti, che il vero bolognese è colui che riesce ad attraversare la città da un lato all’altro in un giorno di pioggia senza bagnarsi!

Riparano da pioggia e neve ma riparano anche dal sole!

Splendidi percorsi alternativi per le nostre guide in occasione delle visite invernali che proponiamo nella bellissima città di Bologna.

Il cancello d’ingresso è semplice. Il viottolo conduce a una bella casa di campagna, solida e piena di colori.
Il buen retiro di Pavarotti a Modena ci parla di lui: un uomo famoso che è rimasto ancorato alle sue radici.

All’interno le sue camicie a fiori, le carte da gioco, i quadri intensi che dipingeva, il pianoforte e la voce del Maestro che canta allegra la sua musica.

Al piano superiore la luce diventa protagonista, insieme ai ricordi e ai riconoscimenti ricevuti in tutto il mondo.
E ancora la musica, che ci segue ovunque
In un’ultima stanza, un po’ nascosta, si proietta un filmato.
Immagini rubate alla quotidianità di un Pavarotti tenero in famiglia e pronto allo scherzo con gli amici di sempre, nella sua Modena.

Se dovessero girare la versione italiana di ‘UNA NOTTE AL MUSEO’, questa sarebbe la sede adatta. Rinoceronti, giraffe, leoni, orsi imbalsamati sembrano solo in attesa che le porte del museo vengano chiuse per riprendere vita.

Il nucleo originale dei Musei Civici di Reggio Emilia nasce, infatti, con l’acquisto della collezione naturalistica di Lazzaro Spallanzani e si espande seguendo diversi filoni: storico, scientifico, artistico.

C’è tanto da vedere, tra allestimenti ottocenteschi, moderni, fino ad arrivare agli spazi interattivi.

Due suggerimenti: lasciatevi stupire dal tesoro romano barbarico e prendetevi del tempo per ammirare la sezione dedicata al fotografo reggiano Luigi Ghirri. Tematiche cronologicamente distanti ma rappresentative della storia di Reggio Emilia.

Questo itinerario conduce alla scoperta dei luoghi parmigiani del divertimento degli ultimi 200 anni: partendo dal teatro con l'opera e il balletto, fino alla partita a briscola in osteria, davanti a un buon bicchiere di vino.

Una passeggiata  che inizia per le strade maestre della parte nobile della città e si spinge tra i borghi dell'Oltretorrente fino al Parco Ducale. In questo polmone verde cittadino non trottano più i destrieri degli aristocratici ma scorrazzano i bambini parmigiani che, da almeno 2 generazioni, cavalcano i "grilli".

Insomma, un viaggio che vi porterà a scoprire stili di vita ormai passati insieme a luoghi dove ancora ci si può divertire...come una volta.

Martedì, 22 Giugno 2021 23:53

Modena classica

L’itinerario classico di visita  si snoda nel centro storico, toccando il Palazzo Ducale appartenuto agli Este, l’area dell’antico Ghetto ebraico e della Sinagoga, la Piazza Grande con il Palazzo Comunale e il Teatro intitolato al grande tenore Luciano Pavarotti.

Il meraviglioso Duomo di San Gimignano, considerato un capolavoro dello stile romanico, è un “libro di pietra” che con una  straordinaria decorazione scultorea che si estende sulla facciata, sui portali, sui capitelli e sulle metope, da oltre mille anni racconta l’immaginario fantastico del Medioevo; adiacente è la Torre della Ghirlandina. Entrambi i monumenti sono testimonianze dell'epoca medievale e, per il loro inestimabile valore, appartengono al Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell’UNESCO .

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