Itinera Emilia

Itinera Emilia

Da sempre considerato il più prezioso e gustoso dei salumi della tavola parmigiana, il Culatello di Zibello è catalogato tra i Presidi Slow Food dell'Emilia-Romagna e spesso definito Re dei prodotti della norcineria. Il Culatello, realizzato a partire dalla coscia di maiale insaccata in vescica, è lavorato e stagionato per minimo 10 mesi in antiche e umide cantine situate lungo l'argine del fiume Po in soli 9 comuni della bassa parmense. Da provare!

Giovedì, 01 Luglio 2021 12:10

Prosciutto di Parma: come si crea una DOP

Il Prosciutto di Parma (dal latino perexsuctum, letteralmente asciugato) è un prodotto dalle origini antiche ma soprattutto gustoso e genuino. Da sempre ottenuto solo con carne di suino e sale, deve le sue caratteristiche all’abilità dei maestri salatori e all’aria asciutta e delicata delle colline parmensi.

La visita ad un prosciuttificio, nei dintorni i Langhirano, consente di vedere salatura, asciugatura e stagionatura del prosciutto e di acquisirne i segreti.
Assolutamente consigliata la degustazione con pane di montagna e un calice di Malvasia!

Lunedì, 10 Settembre 2018 13:04

Rocca Sanvitale di Fontanellato (Parma)

Famoso per il fossato che circonda la Rocca, il castello che fu dei Sanvitale custodisce due autentiche perle: la cosiddetta “camera ottica” situata in una torretta e, a piano terra, il camerino affrescato da Parmigianino con scene della vicenda di Diana e Atteone tratte dalle Metamorfosi di Ovidio.

Un saggio della Pittura del Cinquecento che non cessa di meravigliare visitatori e studiosi, per l’eccelsa qualità artistica e per la complessità dei suoi significati.

Per completare la visita non potranno mancare due passi nel caratteristico borgo o una visita al Santuario della Beata Vergine del Rosario, risalente al XVII secolo, che con la sua statua lignea della Vergine datata al 1615 è meta di pellegrinaggio da più di quattro secoli.

Giovedì, 29 Novembre 2018 17:04

La Reggia di Colorno (Parma)

La “Piccola Versailles dei Duchi di Parma”, fu residenza estiva dei Farnese, dei Borbone e di Maria Luigia. Ci accoglie oggi con le sale del piano nobile, l’appartamento privato del Duca Ferdinando, la Cappella ducale di San Liborio e il grande giardino.

Il complesso, ancora interessato da opere di riqualificazione e riallestimento, è tra tutti i castelli il più legato alla storia ducale e alla città di Parma ed è ricco di storie e curiosità legate alla duchessa “Babette”, al duca Ferdinando I di Borbone, e alla duchessa Maria Luigia.
Ma non solo: ad esempio, lo sapevate che la grande fontana del Giardino Ducale si trovava fino a un secolo fa proprio nel giardino di Colorno? E quale destino ha avuto il Palazzo dopo l’Unità d’Italia?
Vi invitiamo a scoprire queste ed altre risposte nel corso di una vista che non mancherà di sorprendervi.

Prodotto esclusivamente con latte fresco senza conservanti, rispecchia ancora oggi una tradizione millenaria. La visita a un Caseificio di Parmigiano Reggiano D.O.P. vi porta nel cuore del prodotto, mostrandovi la nascita, la salatura e la spettacolare stagionatura delle forme.

Dopo aver osservato le fasi della lavorazione, il riposo e la stagionatura non può mancare la degustazione finale. Le guide di Itinera Emilia sono A.P.R. (Assaggiatori del Parmigiano Reggiano),  grazie alle loro indicazioni potrete apprezzare le caratteristiche delle differenti stagionature e i possibili usi del Re dei formaggi in cucina.

Mercoledì, 17 Febbraio 2021 10:00

Incorreggibili, ingestibili, insostituibili gatti

17 FEBBRAIO GIORNATA INTERNAZIONALE DEL GATTO

Vivono nelle nostre case, giocano con noi, sono morbidamente affettuosi, ma non si lasciano mai andare fino in fondo.
Nessuno di voi si è mai chiesto fissando il proprio micio che, a sua volta, sembra fissare l’infinito: “A cosa starà mai pensando?”
Il gatto ha i suoi percorsi (mentali o meno) e non sente il bisogno di condividerli con il suo umano.

Sarà per questa sua natura indipendente che il nostro amico peloso per tanto tempo non è stato visto di buon occhio.
Tante erano le credenze popolari che identificavano il gatto col demonio (i gatti neri!) e lo collegavano alla magia. Il numero 17, considerato dai superstiziosi portatore di sventure, è associato ai mici per la loro presunta capacità di vivere più vite, assumendo il significato di ‘1 vita per 7 volte’. E proprio febbraio è diventato il mese dei gatti e delle streghe.

Possedere un gatto nel Medioevo significava rischiare di finire sul rogo per stregoneria!

Anche l’arte rinascimentale non scherzava con questi animali.
Nella sua Ultima Cena, il Ghirlandaio posiziona un gatto proprio di fianco a Giuda, accomunandolo al peggior tradimento della storia del Cristianesimo.

Ci dimentichiamo però che il gatto ha, per lungo tempo, lavorato per noi. Predatore di taglia ridotta veniva sfamato e ospitato al caldo a patto che tenesse libere cantine e case dai topi
Sotto al tavolo, intorno al tavolo ma anche sopra. Così lo troviamo raffigurato nei quadri di Felice Boselli che da Felix qual era (feles, felino=felix, felice)  fa della presenza costante di un gatto nelle sue nature morte, la caratteristica che rende riconoscibile i suoi quadri.

Più igiene nelle case e meno presenza di gatti? No, anche nell’era dei frigoriferi i mici rimangono ad abitare con noi.
Sornioni ed elegantissimi ci guardano dal basso in alto, con saggia benevolenza, i gatti in ceramica di Fornasetti.

I quadri di Felice Boselli ti aspettano negli ITINERARI SUI CASTELLI DELLA BASSA mentre la mostra Theatrum Mundi di Fornasetti (gatti compresi) è inclusa nelle nostre VISITE GUIDATE AL COMPLESSO MUSEALE DELLA PILOTTA

Giovedì, 25 Marzo 2021 10:08

Toscanini: talento e rigore

Concepito, a suo stesso dire, tra un’avventura e l’altra del padre garibaldino, il 25 marzo 1867 nasce Arturo Alessandro Toscanini. Memoria prodigiosa e orecchio musicale fuori dal comune gli valgono l’ingresso alla Regia Scuola di Musica (attuale Conservatorio Arrigo Boito) di Parma.

Serio, implacabile nello studio, reagisce alla disciplina ferrea del Conservatorio con memorabili scherzi come ‘la beffa del baffo’ quando insieme con alcuni compagni taglia un baffo all’odiato istitutore che dorme tranquillo nel camerone comune.

Toscanini cresce musicalmente a Parma dove, per ovvie ragioni geografiche, si suona soprattutto Verdi.

Ma nella notte di Natale del 1883 è proprio Parma a ospitare la prima rappresentazione italiana del Lohengrin di Wagner. Per lo studente Toscanini, che assiste allo spettacolo dall’orchestra come violoncellista di fila, è amore a prima vista anzi, a primo orecchio. La novità e l’originalità di questa musica nuova, fanno prendere una decisione irremovibile ad Arturo: non avrebbe più composto.
Gli spettatori del Teatro Regio di Parma si dividono in due fazioni opposte: pro e contro Wagner e anche il percorso musicale di Toscanini verrà profondamente segnato da questi due compositori.

L’Aida di Verdi è la sua prima direzione d’orchestra, un esordio del tutto occasionale. Partito in tournée per il Brasile come violoncellista a soli 19 anni, si trova a dover sostituire il direttore contestato dagli orchestrali che non lo ritenevano all’altezza. Sale sul podio a Rio De Janeiro e dirige a memoria. Un trionfo.

Il ritorno in patria significa ritorno al ruolo di violoncellista e a Verdi, per cui suona in occasione della prima dell’Otello alla Scala. Il rigore nell’esecuzione, che il Maestro pretende sotto gli occhi di Toscanini, diventerà uno dei suoi tratti caratteristici come direttore d’orchestra. Un rigore ottenuto in modo molto energico. Si dice che, quando la sua orchestra americana commetteva errori, Toscanini cominciasse a urlare in inglese per passare all’italiano e poi finire, furibondo, in dialetto parmigiano.

Interrompe la sua collaborazione col Festival wagneriano di Bayreuth, unico non tedesco invitato, per ragioni politiche. Al telegramma di Hitler che nel 1933 lo esorta a restare risponde: ’Con voi mai’
Toscanini amava dire infatti ‘quando si piega la schiena, si piega anche l’anima.

Un inizio nella direzione d’orchestra con Verdi, la chiusura con Wagner.
Il 4 aprile 1954 Toscanini vacilla sul podio mentre dirige l’orchestra newyorchese NBC, si copre gli occhi con una mano, continua ma non riesce a completare il Preludio del Tanneuser.

Dopo 68 anni di una straordinaria carriera, era arrivato il momento di riposarsi.

Arturo Toscanini si spegne il 16 gennaio 1957 nella sua casa a Riverdale - New York. E' sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano.

Mercoledì, 28 Novembre 2018 17:10

Rocca Meli Lupi di Soragna (Parma)

Castello edificato nel XIV secolo, ancora di proprietà della famiglia Meli Lupi, è tra le dimore più ricercate del territorio e certamente la più ricca di arredi e suppellettili originali.

In nessun altro luogo come a Soragna si respira l’aria di un’antica casata, ricca di storia e di tradizione. Nel Castello è possibile visitare la sale del piano terra, ancora arredate e ornate da affreschi di Cesare Baglione e Niccolò dell’Abate, e gli ambienti del piano nobile, con il loro tripudio di oro e colori tipico del gusto tardo barocco.

Oltre alla Rocca, vale la pena dedicare una giornata intera al borgo di Soragna per visitare la Sinagoga e il Museo Ebraico “Fausto Levi”, la chiesa di San Giacomo Maggiore, il Museo del Parmigiano Reggiano e quello della Civiltà Contadina. Tradizioni e storia a misura d’uomo e di bambino.

Lunedì, 10 Settembre 2018 13:10

Il Castello di Torrechiara (Parma)

Situato in un luogo incantevole sulla sommità di una collina che domina la Val Parma, questo maniero fu teatro della vicenda d’amore che legò Bianca Pellegrini a Pier Maria Rossi, splendidamente narrata nella Camera d’oro (1460 circa, attribuita a Benedetto Bembo). La visita al Castello di Torrechiara rappresenta un tuffo nel passato a cavallo tra realtà e favola.

Il paesaggio incantato, caratterizzato da vigneti, colture e vegetazione spontanea che circonda il castello e il borgo, trasporta la nostra fantasia aiutandoci a immaginare la vita dell’antica corte animata da dame e cavalieri. Un territorio affascinante di cui è possibile approfondire la conoscenza visitando l’Abbazia Benedettina di Santa Maria della Neve ma anche le cantine vinicole e i prosciuttifici situati nei dintorni.

 

Martedì, 02 Aprile 2019 17:30

La Rocca di Vignola (Modena)

In posizione dominante tra le prime colline modenesi e considerata fra i più interessanti esempi di architettura fortificata in Emilia, la Rocca di Vignola si innalza su uno sperone di arenaria vigilando sulla valle del Panaro.

Sebbene sia citata nei documenti fin dal XII secolo, è con il dominio degli Este e con l’investitura di Uguccione Contrari che il castello divenne una raffinata dimora signorile.
La sua poderosa mole è ingentilita all’interno da stanze affrescate, tra le quali spicca la Cappella di Uguccione, vero gioiello del gotico internazionale, definita dallo storico dell'arte Carlo Arturo Quintavalle “ una delle esperienze più intense e vive fra opere emiliane del periodo”.

 

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