Ferrari, Lamborghini, De Tomaso: questi nomi fanno palpitare i cuori di milioni di persone appassionate di velocità, affascinate da vetture che costituiscono da sempre un vero e proprio status symbol… un miraggio, per i più, ma siccome sognare è un diritto perché non concedersi una giornata alla scoperta dei territori dove ha origine la meccanica d’eccellenza? Itinera Emilia vi invita dunque a Modena, capitale dei motori e terra in cui l’ebbrezza della velocità e il fascino delle fuoriserie si fondono in una passione immutata nel tempo.

Un itinerario non può che iniziare nelle vicinanze del centro storico, in Largo Garibaldi, dove si trova il monumento dedicato ad Enzo Ferrari, fondatore della mitica casa del cavallino rampante. Poco lontano, viale Trento e Trieste ha ospitato negli anni trenta la prima officina Ferrari. E sempre in città sono situati anche due importanti musei privati, il Museo dell’auto storica Stanguellini e soprattutto il Museo dell’auto e moto d’epoca Umberto Panini, che presenta una delle più complete collezioni di Maserati, marchio oggi controllato proprio dalla Ferrari.

La località che però evoca maggiormente la leggenda è Maranello, centro di produzione di straordinarie automobili, punto d’arrivo obbligato di questo percorso.
Alle porte del paese si trova la Pista Privata Ferrari, luogo di collaudo di bolidi che poi sfrecceranno sulle strade di tutto il mondo; si incontra poi lo Stabilimento vero e proprio ed infine la Galleria Ferrari, traguardo di questo pellegrinaggio dedicato al mito-macchina. In un crescendo di suggestioni, grazie a modelli, trofei, filmati si rivivono le vittorie più esaltanti, si ricordano i campioni più amati, ci si lascia andare al desiderio di poter esaudire un sogno: mettersi al volante di una “rossa”. Una struttura innovativa completa poi la visita: la Galleria del vento, creata dall’architetto Renzo Piano al fine di poter studiare l’aerodinamica.

E poco lontano da Modena, a Sant’Agata Bolognese in provincia di Bologna, è possibile realizzare un altro sogno: vedere nascere una Lamborghini!! Presso l’azienda si può visitare il museo con i modelli storici ed essere accompagnati al suo interno per vedere l’assemblaggio di una Gallardo o una Murcielago…

Questo itinerario intende perciò suscitare entusiasmo, rendere omaggio ad una passione vibrante e perché no, lasciare una traccia indelebile impressa nella memoria di chi vi partecipa.

Il consorzio di Modena garantisce la qualità e l'utilizzo del metodo tradizionale per la produzione di questo magico condimento, che è un vero toccasana per il palato e per lo spirito.

L’aceto balsamico tradizionale nasce dal solo mosto d’uva cotto che, lentamente, anno dopo anno, viene affinato in botti di legno con travasi che conferiscono al prodotto sapori unici : degustarne i diversi gradi di maturazione è un’esperienza per veri gourmet.

Una passeggiata nel borgo medievale di Castell'Arquato vi permetterà di ammirare panorami da sogno e autentiche perle della storia Medievale, in un’atmosfera sospesa tra passato e presente.

Percorrendo viuzze e strade acciottolate, si incrociano il Torrione Farnesiano, il Palazzo del Duca, l’ex Ospedale di Santo Spirito (ora sede del Museo Geologico), fino a giungere alla scenografica piazza sulla quale si affacciano i tre simboli della città: la Chiesa della Collegiata, simbolo del potere religioso, la Rocca Viscontea, simbolo del potere militare, e il Palazzo del Podestà, simbolo del potere politico.

Oltre ai monumenti e al paesaggio della Val D’Arda, il borgo offre eccellenti degustazioni di vini, inaspettati omaggi musicali e tante occasioni di rievocazioni storiche e tematiche.

E’ inoltre inserito nel Parco Regionale del Piacenzano, zona protetta  e ricca di affioramenti di rocce sedimentarie con un età che varia tra i 3,5 e 1,8 milioni di anni fa.

L’itinerario permette di ripercorrere le tracce di una delle più grandi figure di donna dell’epoca medievale, la contessa Matilde di Canossa. Tra l’XI e il XII secolo Matilde resse uno stato potente, che da Mantova giungeva fin quasi a Roma, difeso da un sistema fortificato di castelli e torri. Molti di questi luoghi oggi sono in rovina, ma il territorio preserva ancora le tracce di quel glorioso passato.

Anche i nomi dei luoghi evocano vicende ed episodi della storia: Canossa, famosissima per l’incontro tra Enrico IV e Papa Gregorio VII nel 1077, pur se in rovina si erge ancora possente sull’alta rupe che domina l’orizzonte e un paesaggio reso ancora più suggestivo dalla presenza dei calanchi.

Bianello

Unico castello ancora visibile delle fortificazioni che si ergevano su quattro colli dominanti l’attuale paese di Quattro Castella, dove, ogni anno, si rievoca la nomina di Matilde a vicaria d’Italia da parte dell’Imperatore Enrico V. L’episodio è rappresentato attraverso il Corteo Storico Matildico di Quattro Castella a fine primavera.

Carpineti

Altro possente castello oggi ridotto a poche rovine ma immerso in un paesaggio mozzafiato, ancora ricco di suggestioni per la presenza di case-torri e di antiche pievi.

Rossena

Riconoscibile dal colore rosso della roccia su cui è posto, il castello di Rossena si è preservato nel tempo conservando il possente aspetto originario. Poco lontano, raggiungibile a piedi, si erge la torre di avvistamento di Rossenella, che faceva parte del sistema difensivo del territorio matildico.

Altri castelli e residenze fuori porta

Montecchio: edificato nell’epoca di Matilde, il castello conserva l’aspetto medievale. L’itinerario include la visita ai sotterranei e la salita al Torrione.

Scandiano: nel castello nacque il poeta Matteo Maria Boiardo, qui alloggiarrono Francesco Petrarca, Calvino e Papa Paolo III Farnese. Giovan Battista Aleotti gli diede le forme attuali e gli Este lo trasformarono in una elegante residenza signorile.

Correggio: qui si trova lo splendido Palazzo dei Principi, dimora dei da Correggio, signori di queste terre nell’epoca rinascimentale.Vi si accede attraverso l’elegante portale cinquecentesco.

Novellara: da fortezza medievale a residenza signorile sotto i Gonzaga, la Rocca di Novellara, con sale riccamente decorate a grottesche, ospita un museo che conserva splendidi vasi da farmacia del XVI secolo, un piccolo teatro dell’Ottocento e opere di Augusto Daolio, indimenticato leader del complesso “I Nomadi”.

Guastalla: il Palazzo Ducale, di fondazione quattrocentesca, giunse al suo massimo splendore nella seconda metà del Cinquecento, sotto Ferrante II Gonzaga. L’edificio è attualmente in corso di restauro.

Un viaggio nelle due storiche biblioteche cittadine, tanto diverse ma accomunate dall’importanza culturale che hanno rivestito nei secoli XVI e XVIII. Luoghi di studio e riflessione che custodiscono antichi manoscritti e volumi preziosi, ma anche autentici scrigni d’arte poco noti al pubblico da riscoprire “con il naso all’insù”, lasciandosi guidare tra simboli e personaggi illustri.

Nella Biblioteca di San Giovanni Evangelista, collocata nel silenzio del Monastero di San Giovanni Evangelista, scopriremo dalle pareti al soffitto un vero e proprio intreccio di emblemi e motti, ad oggi non semplici da decifrare, che indicavano agli studiosi la giusta via per il Sapere.

Nella Biblioteca Palatina, situata all’interno del Palazzo della Pilotta e voluta nel 1761 da don Filippo di Borbone con l’aiuto di Paolo Maria Paciaudi “Antiquario e Bibliotecario”,  troveremo un luminoso esempio di biblioteca di stampo illuminista, creata dai duchi a beneficio e utilità pubblica.

Noto come il più grande d’Europa, il Labirinto di Franco Maria Ricci è anche un’architettura sorprendente, progettata da Pier Carlo Bontempi, e un’insolita collezione d’arte, frutto del sogno visionario del mecenate ed editore Franco Maria Ricci.

L'intera struttura, contenitore e contenuto, è espressione del suo gusto personale.

Un'esperienza che non sarebbe completa se non fossimo disposti a sfidare i corridoi di bambù del Labirinto, luogo dove ci si perde per ritrovarsi.

La bicicletta, si sa, è un mezzo di spostamento molto diffuso a Parma. Perché allora non fare come i locali e utilizzarlo per questo tour? I tempi di spostamento si riducono e si possono vedere più cose!

Oltre ai monumenti più conosciuti del centro storico, potremo raggiungere zone al di fuori dai soliti percorsi turistici. Facciamo qualche esempio:

  • le porte rimaste dopo la distruzione delle mura cittadine
  • la fortezza pentagonale della Cittadella, oggi secondo parco pubblico per dimensioni di Parma
  • la chiesa gotica di San Francesco fresca di restauri (visibile anche all'interno)
  • la chiesa barocca dell'Annunciata in Oltretorrente
  • il laghetto e il Tempio d'Arcadia nel Parco Ducale
  • l'Auditorium Paganini di Renzo Piano

e qualche altra chicca che vi sorprenderà!

Se non avete la bicicletta nessun timore: potete noleggiarla alla Cicletteria presso la Stazione ferroviaria quindi... non avete più scuse!

I più conosciuti vitigni della viticoltura collinare parmense, che accompagnano alla perfezione i piatti della cucina tradizionale, sono il Malvasia di Candia aromatica, il Barbera, il Bonarda, e naturalmente il Lambrusco. Vini giovani e frizzanti, che coniugano allegria e leggerezza. La visita a una cantina vinicola sui colli a Sud della città offre la possibilità di degustazioni e abbinamenti preziosi con i prodotti tipici del territorio, primi fra tutti le famose D.O.P. (Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Culatello di Zibello).

Da sempre considerato il più prezioso e gustoso dei salumi della tavola parmigiana, il Culatello di Zibello è catalogato tra i Presidi Slow Food dell'Emilia-Romagna e spesso definito Re dei prodotti della norcineria. Il Culatello, realizzato a partire dalla coscia di maiale insaccata in vescica, è lavorato e stagionato per minimo 10 mesi in antiche e umide cantine situate lungo l'argine del fiume Po in soli 9 comuni della bassa parmense. Da provare!

Il Prosciutto di Parma (dal latino perexsuctum, letteralmente asciugato) è un prodotto dalle origini antiche ma soprattutto gustoso e genuino. Da sempre ottenuto solo con carne di suino e sale, deve le sue caratteristiche all’abilità dei maestri salatori e all’aria asciutta e delicata delle colline parmensi.

La visita ad un prosciuttificio, nei dintorni i Langhirano, consente di vedere salatura, asciugatura e stagionatura del prosciutto e di acquisirne i segreti.
Assolutamente consigliata la degustazione con pane di montagna e un calice di Malvasia!

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