Dal 24 aprile al 30 maggio 2010

Storie Padane di Gianfranco Asveri

A Soragna e Busseto Mostra di Gianfranco Asveri

La mostra intende presentare divisa in tre spazi espositivi tra Soragna e Busseto una selezione di opere recenti accanto ad altre realizzate più di vent’anni fa. Si tratta di circa 25 lavori su tela o tavola di diverse dimensione, oltre a una selezione di opere su carta.

Nella nuovissima Galleria del Teatro di Soragna presentiamo i lavori recenti, un corpus di opere pensate e realizzate appositamente per quello spazio; nella storica Rocca di Soragna i lavori degli anni Ottanta, piccole e medie tavole dedicate ai paesaggi, opere ormai preziose e introvabili, facenti parte della collezione privata dell’artista; alla Biblioteca di Busseto invece riserviamo il lavoro su carta, dove la mancanza della materia e spesso del colore è compensata da un segno personalissimo, sintetico ma molto espressivo sia che tratti paesaggi sia  cani.

Nato a Fiorenzuola d’Arda nel 1948, Gianfranco Asveri vive e lavora sulle colline piacentine in compagnia dei suoi cani.
Non ha frequentato accademie né ha seguito studi artistici di altro genere ma, dopo una infanzia e una adolescenza difficili, nel 1969 ha incominciato a dipingere, trovando nell’arte una ragione di vita.
Dopo un periodo iniziale in cui si è espresso con un linguaggio figurativo tradizionale, a partire dagli anni ottanta la sua pittura è approdata a un gesto più istintivo e personale, ricco di colore e di materia, vicino all’espressionismo dell’Art Brut.


Rappresentante di uno stile pittorico fortemente istintuale ed emotivo, Asveri aggredisce la superficie con una gesto prepotente e primitivo, che lascia tuttavia convivere con altre matrici espressive meno percettibili, come la memoria di immagini artistiche.
Con un afflato profondo e vitale, la pittura di Asveri scaturisce dall’osservazione del reale: i suoi paesaggi, gli animali che l’artista raccoglie e cura, con i quali vive e che ama sopra ogni cosa, ai quali dedica disegni, dipinti e poesie, i bambini ai quali insegna saltuariamente il fare artistico, come un maestro di fantasia.


Il Sole 24Ore lo ha segnalato fra i dieci artisti di punta del mercato dell’arte italiano. Di lui hanno parlato critici quali Luca Beatrice, Paolo Blendinger, Beatrice Buscaroli, Luciano Caprile, Maurizio Corgnati, Elda Fezzi, Flaminio Guardoni, Elisabetta Longari, Lorenzo Kamel, Nicoletta Pallini, Elena Pontiggia, Giovanni Quaglino, Mauro Rosci, Giorgio Seveso,  il poeta Ferdinando Cogni.

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